Sono ormai diversi anni che Psichiatria Democratica organizza occasioni di formazione con uno sforzo di sintesi originale di pratiche e teorie che cercano di ridare voce all’esperienza concreta degli operatori.
I percorsi formativi che proponiamo sono pensati come modelli attenti alla complessità, non riduttivi ma capaci di mantenere vivi orizzonti di trasformazione, come un laboratorio, un cantiere in continuo movimento. La formazione riparte dall’analisi di ciò che accade nel quotidiano delle relazioni, dei contesti, dei poteri e prova a decifrare e trasmettere gli elementi cruciali che consentono di passare dalla semplice qualifica professionale alla ricchezza delle competenze.
Il Corso rispecchia questo approccio sia dal punto di vista dell’impostazione e delle metodologie di insegnamento (pluralità disciplinare dei docenti, spazio al lavoro collettivo ed alla concretezza di esperienze dirette) che da quello dei contenuti affrontati.
Gli argomenti saranno presentati a partire da una prospettiva storica. L’utopia basagliana rimane un orientamento fondante con la sua carica critica e costruttiva, la diffidenza per le istituzioni rigide e l’impegno contro il rischio costante di negare la soggettività di pazienti, famiglie, operatori e riproporre, sotto nuove spoglie, soluzioni statiche e rigide, socialmente regressive come quelle delle varie forme di neoistituzionalizzazione.
Con questo Corso di aggiornamento, Psichiatria Democratica torna ad occuparsi del rapporto salute mentale e giustizia. Anche a partire dalla vicenda della chiusura definitiva degli opg, e dalle richieste sempre più pressanti che arrivano ai servizi dal versante giudiziario.
La controversia curare/punire costituisce una questione di estrema attualità che ha assorbito l’attenzione e il dibattito del settore nel corso degli ultimi anni.
Il Corso sarà arricchito anche dal punto di vista della prospettiva dei giuristi e si muoverà, quindi, lungo i seguenti binari:
- una riflessione sul tema dell’imputabilità e sul controverso rapporto tra “curare e punire” con un focus anche sulla questione della salute in carcere e sulla questione della salute dei migranti;
- una riflessione sullo stato e sulla cultura dei servizi anche a partire dai dati che derivano dalla dinamica delle rems, dalle trasformazioni degli assetti organizzativi, dal generale impoverimento delle risorse, nonché con una specifica tavola rotonda dedicata al recente Piano Nazionale Salute Mentale;
- momenti di approfondimento che consentiranno di ragionare sulle varie forme di lesione dei diritti, sulla contenzione, sul TSO e la sentenza 76/2025 della Corte Costituzionale
Il Corso è inserito nel Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina del Ministero della Salute, accreditato per 100 operatori per le seguenti professioni: Medico Chirurgo (discipline: psichiatria, neuropsichiatria, psicologia, psicoterapia, medicina generale – medici di famiglia, medicina interna), Psicologo, Educatore professionale, Infermiere, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Farmacista con un numero presumibile di 18 crediti formativi. Il Corso è aperto anche ad altre professionalità (compresi gli assistenti sociali, per i quali è previsto l’accreditamento presso l’Ordine Professionale del Lazio).
Sperando di incontrarci, inviamo cordiali saluti e rimaniamo disponibili già da ora per ogni eventuale chiarimento,
Ilario Volpi
(responsabile delle attività formative della Società italiana di Psichiatria Democratica)
Fonte: Psichiatria Democratica