Città di Castello, cultura e arte per l’inclusione: al via “APassodArte-Piedibus di socialità e d’arte”

Quattro passeggiate tra ottobre e novembre alla scoperta dei tesori della città

La cultura e l’arte fanno inclusione e fanno stare bene il corpo e la mente. Da questa idea nasce il progetto “APassodArte-Piedibus di socialità e d’arte a Città di Castello” che mette in rete Comune, USL Umbria 1 con il Dipartimento Salute Mentale, le associazioni ParteCivile A.P.S. e Le fatiche di Ercole ODV, la Croce Rossa Italiana e la Cooperativa La Rondine. Per quattro sabati, 15,22,29 ottobre e 5 novembre, il patrimonio artistico, culturale e naturalistico di Città di Castello farà da cornice ad altrettante passeggiate gratuite aperte a tutta la comunità, studiate per favorire la socialità e valorizzare la cittadinanza delle persone con problemi di salute mentale. Il Tevere, il Centro delle Tradizioni Popolari, il Museo Malakos, i palazzi Vitelli e la mostra di Crepax, le mura urbiche, la cattedrale e il campanile cilindrico, i musei Burri, saranno i luoghi di incontro nei quali superare le barriere della diffidenza e l’isolamento che circondano chi si trova a vivere la difficile esperienza della malattia mentale, una condizione a cui chiunque può essere esposto, ma che ancora oggi traccia troppe volte un solco sociale invalicabile con il resto della comunità.

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“Dall’incontro tra le persone, dalla condivisione di luoghi ed esperienze, dalla reciproca conoscenza può venire un contributo importantissimo all’abbattimento dello stigma sociale di cui sono ingiustamente vittime le persone con problemi di salute mentale ed  è per questo che abbiamo condiviso e sostenuto con grande convinzione un progetto che fa vera inclusione e cammina nella giusta direzione dell’affermazione del diritto di cittadinanza di tutti coloro che fanno parte di una comunità”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti nella conferenza stampa di stamattina nella residenza municipale tifernate, nella quale è stato presentato il progetto. “Siamo orgogliosamente in prima linea per fare in modo che la malattia psichiatrica e il disagio mentale siano finalmente accettati e considerati alla stregua di qualsiasi altra patologia fisica, un balzo di civiltà a cui siamo chiamati tutti con responsabilità e rispetto della dignità di chi si trova in difficoltà”, ha puntualizzato Calagreti, ringraziando tutti i soggetti pubblici e privati protagonisti dell’iniziativa.

“Il piedibus del bello” è lo slogan del progetto, di cui sono stati promotori direttamente gli utenti del Centro di Salute Mentale dell’Usl Umbria 1 di Città di Castello e che è stato concepito grazie al concorso delle istituzioni e del mondo del volontariato, pensando a una rivisitazione dell’“autobus umano” per muoversi in città che trova prevalente applicazione nel mondo della scuola. “Promuovere una cultura della salute mentale lontana dal pregiudizio, spostando la centralità degli interventi dalla patologia alla persona, con le sue capacità e potenzialità di cambiamento, è l’obiettivo della nostra associazione e con questo progetto sposiamo il principio che la salute sia uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, ha detto il presidente de Le Fatiche di Ercole Errico Landi, sottolineando come “passeggiare in città, muoversi per visitare i luoghi custodi del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale serva a nutrire il corpo e la mente, favorendo naturalmente i processi di socializzazione e integrazione fondamentali nei percorso terapeutici”.

A sottolineare come il progetto di Città di Castello si collochi nel solco dell’esperienza de “I SabatodArte”, le visite nelle principali città umbre nate in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Perugia “Pietro Vannucci” e con la Croce Rossa Italiana a cui hanno preso parte alcuni degli utenti dei servizi di salute mentale promotori dell’iniziativa, è stato Danilo Bellavita dell’associazione ParteCivile A.P.S., che ha espresso la propria soddisfazione per la possibilità di estendere l’esperienza, ringraziando l’amministrazione comunale di Città di Castello “per la sensibilità e il sostegno che ha saputo garantire”. “Socialità e benessere fisico convivranno in pomeriggi nei quali ci aspettiamo che le persone con disagio mentale abbiano l’opportunità di condividere luoghi ed esperienze con i propri concittadini e trarre benefici dalla reciproca conoscenza”, ha affermato Bellavita, che ha evidenziato “la necessità comune di coltivare e recuperare socialità, anche dopo un lungo periodo di limitazioni dovuto alla pandemia, che può unire individui con storie personali diverse”. Nel portare il saluto della direttrice del Dipartimento Salute Mentale dell’Usl Umbria 1 Maria Patrizia Lorenzetti, la psichiatra del Centro di Salute Mentale di Città di Castello Sara Mattioli ha sottolineato il carattere innovativo del progetto, che “nasce dall’importante premessa che la promozione della salute, comprese la salute mentale e la salute fisica, passi attraverso l’inclusione sociale e la fruizione del patrimonio artistico di una città”.

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“L’iniziativa – ha detto – è aperta a tutti, perché non si tratta di un progetto rivolto esclusivamente a pazienti psichiatrici, ma di una esperienza che permette l’integrazione tra le persone, indipendentemente dal proprio stato di salute, attraverso percorsi che favoriscono il benessere fisico in modo piacevole e conviviale  ”. “Per noi – ha spiegato Ever Zambelli, utente dei servizi dell’Usl Umbria 1  – si tratta di rompere i confini imposti dalle problematiche di salute mentale per coinvolgere la cittadinanza in un’occasione di incontro e conoscenza reciproca”. Insieme al presidente della Cooperativa La Rondine Luciano Veschi, la responsabile dell’area psichiatrica Valentina Rossi ha evidenziato come “il sostegno al progetto rispecchi l’impegno di cui siamo protagonisti da anni in collaborazione con l’Usl Umbria 1 per favorire l’empowerment in salute mentale con percorsi finalizzati a favorire l’autonomia dei pazienti e la loro inclusione sociale come risorse per la comunità”. “Insieme ad altri comitati umbri siamo stati coinvolti in attività finalizzate all’integrazione delle persone con disagio mentale nelle quali abbiamo svolto un ruolo di supporto che è andato oltre i nostri compiti istituzionali e ci ha permesso di stabilire vere e proprie amicizie, che rinnoveremo mettendoci a disposizione anche di questa iniziativa”, ha testimoniato il presidente del comitato della Croce Rossa Italiana di Città di Castello Francesco Serafini, rimarcando “l’impronta sociale, e non più solo sanitaria, dell’impegno dei volontari della Cri a supporto di tutte le situazioni di bisogno che emergono dalla comunità”.

Fonte: PERUGIATODAY

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