La salute mentale in Italia: il rapporto Headway

di Elena D’Alessandri

Presentati alla Camera dei Deputati i dati italiani del rapporto Headway sulla salute mentale. Almeno 1 italiano su 5 soffre di un disturbo mentale; tra i più diffusi, ansia e depressione. A ricevere un trattamento adeguato, 1 paziente su 3. Numerose le iniziative italiane ed europee in favore della salute mentale

L’ultimo triennio, tra pandemia, guerra, crisi energetica ed economica, ha determinato un’atmosfera di forte incertezza, impattando negativamente sulla salute mentale della popolazione, italiana ed europea. È questo quanto emerge dal rapporto Headway – Mental Health Index 2.0, realizzato da The European House – Ambrosetti in partnership con Angelini Pharma, presentato nei giorni scorsi presso la Camera dei Deputati.

Il rapporto ha analizzato i fattori che concorrono allo stato di salute mentale nei 27 Paesi dell’UE e in Regno Unito, attraverso l’utilizzo di 55 indicatori chiave di performance (KPI) relativi ai determinanti ambientali, allo stato di salute della popolazione e alla capacità di risposta del sistema ai bisogni di salute mentale.

I giovani

Ad aver risentito maggiormente della pandemia e, più in generale, degli eventi dell’ultimo triennio, sono stati gli adolescenti. Ansia (28%), depressione (23%), solitudine, stress e paura (tutti al 5%) sono i problemi più comuni di questo target. Stando ai dati del rapporto, un problema di salute mentale in questa fascia d’età impatta negativamente sul rendimento scolastico, tanto che i ragazzi con un disagio mentale mostrano il 24% di probabilità in più di ripetere un esame. Circa il 50% dei disturbi mentali si manifesta prima dei 15 anni, l’80% prima dei 18, talvolta trasformandosi in un problema permanente per il soggetto.

Rispondere alle esigenze di persone con disturbi mentali

Un indicatore del rapporto si focalizza sulla capacità dei Paesi europei di rispondere alle esigenze di persone con disturbi mentali all’interno della società: nelle scuole e nei posti di lavoro. Per comprendere l’importanza di queste iniziative, basti pensare che il 20% della popolazione in età lavorativa è affetta da disturbi di salute mentale e che quanti hanno disturbi mentali seri mostrano un tasso di occupazione inferiore mediamente del 20-30%.

Tasso di criminalità e depressione

Il rapporto ha messo in luce una relazione tra tasso di criminalità e depressione; più in generale atti di violenza, vissuta o meno in prima persona, impattano negativamente sulla depressione. Allo stesso modo anche il bullismo rappresenta un importante fattore di rischio per i più giovani.

L’Italia nel ranking europeo

A livello europeo, disturbi mentali, comportamentali e suicidi rappresentano la causa del 4,8% dei decessi. L’Italia si colloca al 12° posto per numero di decessi, subito dopo la Spagna. Nel corso del 2020, le morti causate da disordini mentali e comportamentali hanno superato le 250.000 unità. Di questi, oltre 52.000 per suicidio, che risulta la 4° causa di morte nella popolazione di età under 20: Grecia, Cipro, Malta e Italia i Paesi con il tasso più basso.

Il report ha evidenziato anche i fattori di rischio che espongono a tali situazioni: l’Italia, in tal senso, appare molto esposta. Il Paese più resiliente in Europa è invece la Finlandia. È stato inoltre messo in luce che anche condizioni abitative sfavorevoli favoriscono l’esordio di problemi di salute mentale: in tal senso in Italia circa il 20% della popolazione vive in condizioni precarie. Un altro elemento di negatività è dato dall’urbanizzazione.


La salute mentale in UE

Per quanto a livello europeo si riscontrino differenze molto marcate nelle strategie e politiche in materia di salute mentale, con differenze significative per quanto concerne gli investimenti, si stanno comunque facendo passi avanti almeno quanto a strutture ambulatoriali dedicate, passate da 3,9 a 9,1 ogni 1.000 abitanti. L’Italia si è posizionata al 9° posto per qualità dell’assistenza sanitaria per i disordini mentali.

Le iniziative italiane per la salute mentale

Negli ultimi anni sono state disposte alcune importanti misure in favore della salute mentale nel nostro Paese. Nel luglio 2022, il Governo ha varato il bonus psicologo per aiutare le persone che avevano subito gli effetti della pandemia ad accedere ai servizi di salute mentale. In risposta all’enorme richiesta registrata, ad agosto sono state stanziate ulteriori risorse.

Nel nostro Paese, inoltre, il Governo ha promosso un tavolo tecnico per la salute mentale presso il Ministero della Salute, insediatosi a marzo 2023, il cui compito è quello di elaborare linee guida per il miglioramento dei percorsi di prevenzione, trattamento e riabilitazione di tutta la popolazione, con una particolare attenzione agli individui più fragili e maggiormente colpiti da disordini mentali. In discussione inoltre la figura dello psicologo scolastico in tutte le scuole: ad oggi infatti l’Italia è l’unico paese dell’UE ad esserne ancora privo.

La Strategia Europea per la Salute Mentale

I costi complessivi legati alla salute mentale in Europa, tra costi diretti e costi indiretti, di cui questi ultimi si traducono in perdita di produttività, ammontano al 4% del PIL totale europeo, per un ammontare che supera i 600 miliardi di euro. I Paesi europei che hanno già attuato programmi di prevenzione e promozione della salute mentale legati al lavoro sono circa il 45% sul totale, mentre il 68% ha attuato una strategia o un programma nazionale incentrato sulla promozione e la prevenzione della salute mentale per bambini e adolescenti.

Lo scorso 7 giugno 2023, la Commissione ha pubblicato la Strategia Europea per la Salute Mentale, che mira a fornire una risposta coordinata alla crisi della salute mentale, promuovendo politiche e azioni volte a migliorare l’accesso ai servizi di salute mentale in tutta l’Unione Europea. La strategia adotta un approccio multisettoriale che non si rivolge solo ai servizi sanitari, ma punta anche a politiche del lavoro e scolastiche. Si compone di 20 iniziative specifiche, con 1,23 miliardi di euro in dotazione provenienti dai fondi di coesione e da Horizon Europe.

Fonte: farmacianews

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