Le fattorie sociali che producono benessere a persone e comunità

di Emiliano Moccia

Da Nord a Sud Italia, viaggio tra dieci fattorie sociali che svolgono una funzione rigenerativa importante nei loro territori, perché attraverso l’attività agricola promuovono il reinserimento lavorativo e sociale di persone in fragilità e producono beni e servizi. Nel numero di giugno del Bookazine di VITA “Italian social tour”, al tema delle fattori sociali è stato dedicato un intero capitolo

Su VITA di giugno, in edicola o acquistabile qui – dedicato alle 70 mete cambiate dall’azione del non profit – c’è un intero capitolo dedicato alle fattorie sociali.

Se orienti lo sguardo verso l’alto puoi scorgere nitidamente la cupola di San Pietro, come a custodire quest’angolo di verde situato nel cuore della città di Roma. Perché la “Fattorietta” è una fattoria sociale che trova spazio all’interno di Parco Piccolomini, un’area paesaggistica a ridosso della Basilica Papale. E’ qui che l’associazione Passeggiata del Gelsomino porta avanti la sua attività di agricoltura sociale, una pratica innovativa che punta a promuovere il reinserimento lavorativo, culturale e sociale di persone in condizioni di fragilità e, allo stesso tempo, a produrre servizi o prodotti agricoli. «Le fattorie sociali svolgono oggi una funzione importante, perché l’attività agricola e la cura degli animali aiutano a rimettere in verità le persone in condizioni di fragilità e li accompagnano a cercare la loro strada per costruirsi un progetto di vita» dice Giuliano Ciano, presidente del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale. Luoghi che generano opportunità di lavoro, inclusione e sviluppo sia alle persone sia agli ambienti vicini.

Come “Il Giardino del Chiostro”, nato all’interno dell’ex monastero di San Giorgio, situato a sud-ovest di Cividale del Friuli. Il Trullo Sociale, invece, è posizionato nell’entroterra della Puglia, a San Michele Salentino, in provincia di Brindisi. L’Azienda agricola sociale biologica “Paolo Peverini”, in provincia dell’Aquila in Abruzzo, porta avanti il tema dell’agricoltura ecosostenibile biologica. Il viaggio fra le fattorie sociali porta anche in Sicilia, nel comune di Misterbianco, dove “Orti del Mediterraneo” gestita dalla cooperativa Energ-Etica produce benessere su un bene confiscato alla criminalità organizzata. Risalendo più a Nord, a Bressanone troviamo “Vintlerhof” immersa nei sette ettari di campi e pascoli che la circondano.

“Fuori di zucca” trova spazio nell’ex manicomio civile di Aversa, in provincia di Caserta, ora trasformato in luogo di educazione e inclusione. A Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, la cooperativa Demetra porta avanti il suo sogno di agricoltura sociale su un bene confiscato alla ‘ndrangheta. “Terre di Sprea”, frutto del progetto “Terre di confine” opera nel territorio di Verona. Infine, a Spoleto, nel cuore dell’Umbria la fattoria sociale di Protte coinvolge ragazzi con disabilità e autismo in attività agricole.

Fonte: VITA

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