Per (ri)trovare il proprio posto nel mondo

Gli esempi del CARL e dello SPAMM, progetti educativi psichiatrici d’arte, creatività e integrazione professionale

a cura di CARL (Centro abitativo, ricreativo e di lavoro) e della Fondazione Pro Mente Sana

Spesso, tra le pagine di questa nostra rubrica mensile, abbiamo evidenziato l’importanza della partecipazione, della condivisione, dello scambio, tra i soggetti coinvolti. Abbiamo dato spazio a realtà ed enti che, in prima linea, si adoperano per fornire assistenza sotto forma di percorsi volti alla cura, alla crescita, all’autodeterminazione delle persone che stanno vivendo disturbi psichici.

L’esclusione sociale appare infatti sempre più come uno dei principali fardelli del nostro presente e per questo motivo il recupero, per poter riuscire, deve essere accompagnato da tutta una serie di attività e proposte che permettano alle persone di sentirsi effettivamente coinvolte.

Proprio con questo spirito, nel 1995, l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC), ha dato vita al CARL (Centro abitativo, ricreativo e di lavoro).

Il CARL è un Istituto deputato all’intervento educativo in ambito psichiatrico che prevede la consulenza di un medico psichiatra dedicato al 50% per le malattie psichiatriche e di un medico generalista al 30% per le malattie somatiche. Dispone di sei unità abitative, in cinque delle quali sono accolti residenti a beneficio della rendita AI, mentre nell’unità definita Spazio Giovani sono ospitati giovani che, su mandato dell’AI, svolgono dei percorsi di reinserimento socio-professionale. Tutti gli interventi all’interno del CARL, comprese le opere esistenziali delle persone residenti, avvalendosi di uno sguardo fenomenologico, seguono le didattiche del sapere educativo. L’intento è di permettere ai residenti e ai collaboratori di essere i veri protagonisti della loro cura educativa. L’ammissione al CARL è subordinata al principio di volontarietà: il candidato deve, anche in minima parte, aderire all’offerta dell’Istituto. Inoltre, non possono essere accolte persone in stato di acuzie. Il percorso del soggetto è volto a ritrovare una dimensione abitativa protetta che possa permettere il mantenimento e/o l’accrescimento del grado di autonomia personale, con i giusti tempi e l’individualizzazione del percorso.

Le aree professionali e lo SPAMM

Per quanto concerne la dimensione lavorativa, sotto il cappello dell’Area Professionale Inclusiva (API), l’Istituto comprende una serie di spazi votati ad attività professionali quali ad esempio quella della legatoria, della tipografia, della cura e della manutenzione del parco, delle serre, dell’assemblaggio, della redazione di un settimanale, del negozio “Giardino delle idee” ecc. Il lato più prettamente socioculturale del CARL è invece assicurato dallo SPAMM (SPazio Aperto MultiMediale). All’interno dello SPAMM vengono infatti proposti servizi di sostenibilità sociale (per garantire e migliorare le normali condizioni di benessere come sicurezza, salute e apprendimento), ambientale (per mantenere la qualità e la riproducibilità delle risorse naturali), istituzionale (per assicurare condizioni di accoglienza, democrazia e partecipazione) e culturale (come contaminatore di idee, di pensieri, di stile di vita). Lo Spazio rappresenta un punto d’incontro fra diversi linguaggi creativi e discipline artistiche, una piattaforma condivisa di partecipazione, uno spazio di sperimentazione, con una funzione sociale e culturale, per dare voce a tutti coloro che vivono esperienze di disagio sociale. Un luogo dove prima di essere ospiti, utenti, operatori, si è persone. Persone che attraverso varie forme d’espressione possono rendersi protagonisti del loro progetto di vita futuro.

Nello specifico, lo SPAMM è composto dallo Spazio dell’espressione (elaborazione, ricordo, ascolto e confronto d’idee) e dallo Spazio del Riuso creativo. Tra le tante proposte socioculturali promosse dallo SPAMM possiamo citare il progetto Agorà, il settimanale che propone temi di attualità e avvenimenti del quartiere di Casvegno, il Festival Letterario e Radio Casvegno, la piattaforma multimediale all’interno della quale vengono creati e realizzati progetti audio e video, trasmissioni radiofoniche eccetera, ma anche lo Spazio scrittura e lettura ad alta voce, che propone attività nelle quali raccontare la propria storia di vita attraverso la scrittura e la lettura di testi, lo Spazio di riuso creativo con materiale di scarto e l’Organizzazione settimanale gestori SPAMM, punto d’incontro del gruppo di lavoro nel quale prendono forma le proposte e vengono concretizzate l’organizzazione e la realizzazione di idee, sogni e progetti socioculturali.

Tramite tutti questi progetti si vogliono valorizzare le azioni che promuovono l’inserimento lavorativo, l’espressione creativa e lo sviluppo della potenzialità degli ospiti e degli utenti. Il tutto, sulla base di un progetto pedagogico educativo più articolato che mira al miglioramento della qualità della vita dei fruitori della struttura, all’inclusione sociale e professionale degli ospiti del CARL attraverso le attività da loro gestite, con il coinvolgimento di soggetti privati, beneficiari finali, come ad esempio imprenditori e artigiani quali fornitori di materiali o partner. Nello spazio sono infatti creati e realizzati oggetti mirati ad allestimenti o alla vendita, oppure ancora, alla realizzazione di eventi rivolti alla cittadinanza.

Se avete domande, necessitate consigli, volete informazioni sui corsi di recovery o sulla settimana biografica potete contattare direttamente la Fondazione Pro Mente Sana (www.promentesana.ch), scrivendo a contatto@promentesana.ch o telefonando allo 091 646 83 49.

Storie di straordinaria follia

di Sergio Perdonati, Resp. Animazione CARL-OSC

Come ogni lunedì si apre la settimana e con essa, da ormai circa dieci anni, la porta dello SPAMM, un centro socioculturale nel quartiere di Mendrisio chiamato Casvegno. Il quartiere di Casvegno non è solo un luogo di cura in ambito psichiatrico. Oltre alla parte ospedaliera, l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale comprende anche diverse strutture abitative e lavorative, che offrono agli utenti un luogo da abitare a seconda del progetto di vita della persona.

Sono circa le 8 del mattino. Il primo ad arrivare è Tommaso, fatica a dormire e si sveglia molto presto, come lui tanti altri che frequentano lo SPAMM. Si racconta e si offre di fare il caffè con la moka. Nel frattempo, entra Stefano T. Lavora sia all’Agorà che allo Spazio e porta sempre con sé la sua piccola valigia piena di matite, pennelli e colori. Si siede al tavolo e disegna. In queste settimane sta disegnando i volti che frequentano lo SPAMM. Prendendo spunto dal testo “À quelle heure passe le train…, conversation sur la folie” di J. Oury e M. Depussé, ci è venuta l’idea di fare un’esposizione di scritti e disegni sulla domanda “Che ci faccio qui?”, la questione aleggiava nel recente Convegno OSC in memoria di Ettore Pellandini, animatore socioculturale. Potrebbe sembrare una domanda puramente filosofica, per alcuni banale o inutile, ma in realtà ci fa riflettere concretamente sul nostro lavoro. Anche il “fare arte” può essere un buon modo di trovare, per ognuno di noi, il proprio posto nel mondo.

La condivisione alla base

Tommaso versa il caffè ed in quel momento, con un tempismo perfetto, arriva anche Zarah che ci racconta che ieri è stata a Lugano e ha fatto un giro in battello organizzato dall’Unità Abitativa chiamata Pineta. Sorride quando parla e anche gli occhi verdi si illuminano mentre ricorda. Dopo il caffè, la sigaretta. Tommaso e Zarah escono e Stefano T. continua a disegnare. In terrazza, sotto la pianta della vite, troviamo Claudia, speaker di Radio Casvegno. Anche lei sta fumando, sembra concentrata nei suoi pensieri. Un saluto dalla ringhiera ci avverte che sta arrivando Angelo sostenuto da Petra. Lavorano presso lo SPAMM, lei funge da segretaria, lui, dice, da factotum, sono una coppia che convive nello stesso appartamento presso Villa Alta.

Arrivano anche Salvatore con il suo zaino, si porta dietro il suo PC per scrivere i propri articoli, e Anita che ci racconta il fine settimana nel proprio appartamento, dice di non essere soddisfatta dei vicini e che è sempre più difficile la convivenza con loro. Dalle sue parole si apre una conversazione che coinvolge tutti sulla gioia e la difficoltà della convivenza.

L’organizzazione in comune

L’inizio della settimana è anche il momento di aprire l’agenda comunitaria per organizzare le attività settimanali e per dirci cosa faremo e chi se ne occuperà, per questo ci sediamo tutti insieme attorno al tavolo. Ognuno ha la propria agenda per scrivere le proprie mansioni. Petra, la responsabile delle comunicazioni, si occupa di visionare la posta elettronica per eventuali messaggi in arrivo. Durante la mattinata arrivano anche Riccardo, Carlos e Matilde preceduti da Oliver, il responsabile tecnico di Radio Casvegno. Il progetto radiofonico è nato più di dieci anni fa, grazie all’aiuto dei fondatori di Radio Gwendalyn, una web radio di Chiasso. Oliver si mette alla regia e coordina il gruppo che arriva dal Laboratorio dell’Agorà. Oggi si leggono gli articoli del Settimanale dell’Agorà che diventeranno Pillole audio da trasmettere sulla piattaforma del sito di Radio Gwendalyn. Poi arriva Guelfo con il suo zaino pieno di quaderni e libri, e con lui anche Marzio e Angela, che ogni tanto ci fanno visita per bere un caffè insieme. Angela ricambia con una suonata al pianoforte per poi lasciarci dopo pochi minuti.

Lo SPAMM è uno spazio vivente, una piccola comunità costruita attraverso le storie di vita delle persone che la compongono. Luogo d’incontro, di espressione creativa e di passaggio, dove tutti possono guardare film, leggere, scrivere, parlare alla radio, disegnare, discutere, riflettere insieme, non fare niente e andarsene.

Poesie che fanno bene al cuore

L’ultimo ad arrivare è Stefano A., sono le 11.15, lui scrive poesie. “Bisogna scrivere almeno tre poesie al giorno per stare bene” mi dice e poi si mette alla tastiera del PC. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie, su una di queste ha scritto:

“La poesia rompe il sistema, lo apre da un’altra parte. Contro la borghesia e la ricchezza, nasce per sconvolgere, mette in subbuglio creando nuove idee. Destabilizza, perché rompe gli schemi di tutti i giorni, mette il caos nel ripetersi delle situazioni. La poesia è essere in ogni essere. Provoca delle reazioni, emozioni e relazioni. La poesia cambia il modo di pensare, cambia il mondo”.

Alcuni degli spunti narrati sono estratti dal podcast di Radio Casvegno che potete ascoltare su www.radiogwen.ch.

Fonte: La Regione

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