SCENE DA UN MANICOMIO

LA NUOVA PESA
Presenta

SCENE DA UN MANICOMIO
Storie e storie del Santa Maria della Pietà

Venerdì 27 gennaio 2023, 18:30 presso La Nuova Pesa
centro per l’arte contemporanea
Via del Corso 530, 00186 Roma (RM)

di Bruno Tagliacozzi e Adriano Pallotta

intervengono:
Mariagrazia Giannichedda, Tommaso Losavio, Bruno Tagliacozzi

A cura di Arnaldo Colasanti



Storia e storie del manicomio più grande e il più antico d’Europa, il Santa Maria della Pietà di Roma,  raccontate attraverso testimonianze dirette e documentazioni storiche, è quello che ci offrono Bruno Tagliacozzi e Adriano Pallotta in questo libro. Un libro apparso nel 1998, in esso s’intrecciano tre storie: la storia dell’istituzione manicomiale, la storia di Adriano Pallotta infermiere psichiatrico e autore del libro e la storia di un paziente, Alberto.
Con gli uomini anche il  manicomio Santa Maria della Pietà parla di se, dalla sua nascita verso il 1550 come ricovero per i poveri forestieri, trasformato dopo in ospedale per i poveri pazzerelli, fino all’abbattimento delle reti mettaliche di recinzione, al sorgere delle prime comunità terapeutiche e delle case famiglia nel XX secolo.  Quattro secoli e mezzo di esistenza ripercorsi seguendo le tappe e gli eventi più significativi, con un particolare approfondimento sugli ultimi cinquant’anni che sono rivisitati e analizzati attraverso i racconti dei diretti protagonisti.
Dalla stessa mano di Adriano Pallotta, infermierie psichiatrico che per quant’anni ha lavorato in questo stesso manicomio, percorreremo e attraverseremo non solo le sale dell’istituto ma conosceremo i pazienti, la vita manicomiale, il lavoro svolto dagli infermieri, le vicissitudini vissute, e scopriremo anche l’evoluzione di Pallotta come infermiere.

“… Il vero dramma quotidiano è psicologico. Gli infermieri si trovano completamente soli con le loro responsabilità, da un lato, e con l’assurda gestione manicomiale dall’altro… In manicomio se un infermiere vuole alleggerire le dure condizioni di vita di un paziente lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosene tutta la responsabilità giuridica. Chi tenta di reagire a questa disagiata condizione di malessere psicologico cozza contro il muro che protegge l’istituzione disumanizzante, che produce violenza a catena: di fronte alla violenza dei pazienti, l’infermiere paradossalmente diventa aguzzino….”.

“Ho narrato fatti, personaggi e situazioni immergendomi mentalmente ed emotivamente nei tempi e nei luoghi dove questi si sono verificati, abbandonandomi al fluire del ricordo e rivivendo in qualche caso le stesse emozioni del momento…”.

Un infermiere come pochi nella storia più recente dell’infermieristica psichiatrica italiana.

Pallotta oggi è in pensione  ma continua ad offrire  le sue conoscenze prendendosi cura del Museo della Mente.
 “Scene da un manicomio” è una lettura ingombrante, dove si ha la percezione dei pazienti, ricoverati in strutture segreganti e spersonalizzanti nelle quali era facile entrare e impossibile uscire. Così anche la storia di Alberto, il “bambino dell’elettroshock”, non ci lascerà indifferenti. Orfano, ricoverato dai suoi “benefattori” all’età di quindici anni perché era un bimbo dal carattere taciturno e poco vivace, rimarrà rinchiuso per più di quaranta anni soffrendo per tanti accadimenti.
Citazioni storiche, stralci di norme e regolamenti, raccolta di leggi  riguardanti il manicomio, e un glossario di termini tecnici e gergali accompagnano il lettore in tutte queste pagine.
“Scene da un manicomio” è raccomandato a tutti quelli che vogliono affacciarsi e approfondire una realtà sconosciuta ma che fa parte della nostra storia come infermieri. Insomma, un libro la cui lettura è da raccomandare poichè permette, tra l’altro, di comprendere come un tempo si poteva soffrire per poco, e che ancora oggi si potrebbe fare molto per migliorare… Un libro che si presenta di facile e avvincente lettura fa sprofondare il lettore in un mondo da molti sconosciuto e che vuole essere portato alla luce nei suoi aspetti più tragici come monito per le future scelte sul trattamento del disagio mentale.

” La nemesi storica non sarà sufficiente a cancellare e a riparare le colpe e gli errori del passato. Ma questa storia è qui per ricordarceli”

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