La biblioteca di quartiere Il Fiore del Deserto

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Il racconto di un’esperienza in un Centro Diurno del ASP Palermo

La Biblioteca “Il Fiore del deserto” è una biblioteca piccola ma certamente speciale poiché, come il suo nome suggerisce, testimonia la speranza che, pur in condizioni difficili come quelle della sofferenza psichica, può esserci crescita e cambiamento.

La specificità di questa biblioteca consiste nell’essere ubicata nei locali di un Centro Diurno del Dipartimento Salute Mentale del ASP Palermo: attraverso il “Progetto Biblioteca di Quartiere” il Centro Diurno 4 realizza la sua funzione di “struttura intermedia” poiché aprendo le porte in modo bidirezionale crea un ponte fra la realtà del disagio psichico e la società civile e avvicinando mondi altrimenti tenuti lontani combatte i pregiudizi per generare nella comunità una cultura di inclusione.

Come è noto, l’utenza dei centri diurni è costituita in prevalenza da soggetti affetti da patologie gravi, persone che hanno difficoltà nella relazione con se stessi e con gli altri, che si chiudono nell’isolamento, in costruzioni deliranti o in comportamenti distruttivi.

Nel centro diurno, superati i momenti di crisi che possono avere determinato un ricovero, queste persone possono trovare una “Cura” non solo come rimedio, come farmaco, ma anche come pensiero attento e costante, sollecitudine affettuosa, trovando accoglienza non solo materiale ma soprattutto mentale, una “residenza emotiva”, un “luogo di mezzo” con un tempo continuo-discontinuo che permetta di stare dentro e di stare fuori, conservando i legami esistenziali, interrompendo il circolo vizioso dell’isolamento sociale o ancora il revolving door in reparti ospedalieri.

Alla definizione di “struttura terapeutico-riabilitativa”, comunemente usata, preferisco quella di “struttura intermedia”, in quanto è proprio “nell’essere tra due” che si basa il modello di intervento in un Centro Diurno: su un piano temporale, tra il momento acuto ed il momento ambulatoriale; su un piano relazionale, svolgendo il Centro Diurno una funzione di intermediazione tra il paziente e gli altri utenti, tra gli utenti ed il gruppo dei curanti, fra ogni paziente e la sua famiglia, tra il paziente ed il contesto più allargato del territorio, ponendosi il centro diurno come una struttura che accoglie, protegge, ma nello stesso tempo non emargina, ma al contrario, grazie al collegamento con associazioni del terzo settore, mette in contatto e favorisce uno scambio; inoltre il centro diurno svolge una non meno importante funzione di intermediazione del paziente con se stesso, tra il soggetto e la realtà materiale, il soggetto e la realtà psichica, creando ponti; una sorta di intelaiatura fra le parti poco coese di cui il Sé della persona con un grave disagio psichico è costituito.

Il quartiere della città di Palermo in cui si trova il Centro Diurno 4 è un luogo in cui spicca la particolarità della proposta culturale, ovvero la realizzazione di una biblioteca: originatosi dal mercato ortofrutticolo e dai Cantieri Navali, esso è popolato da persone che hanno poca familiarità con i libri, dove “il diverso” viene guardato con sospetto già soltanto perché al di fuori dei legami parentali, ancor di più quindi se disabile, emarginato, straniero; in questo quartiere non sono presenti librerie. Unico polo creativo culturale sembra essere il Teatro Don Orione, il Teatro Zappalà e le attività teatrali che si svolgono presso la Fiera del Mediterraneo.

Piuttosto che come isola di cultura, il Progetto Biblioteca di Quartiere Il fiore del deserto, convogliando le forze culturali del quartiere e valorizzando le persone con disagio psichico come risorse, si pone come un catalizzatore di esperienze e, attraverso la costituzione di una comunità di lettori, i libri, che aprono finestre sul mondo degli altri e su mondi altri, saranno non solo strumento di cura e di riappropriazione di cittadinanza per le persone in carico al Centro Diurno, ma soprattutto promuoveranno lo sviluppo sociale di una comunità intera, di una città capace di includere e valorizzare le disabilità e le diversità nel proprio percorso di coesione sociale.

Premessa
Sono tanti i riferimenti che illustrano lo straordinario potere della letteratura per l’individuo come per il gruppo: le storie delle “Mille e una notte” ci insegnano come Sharhrazad, con la catena dei racconti, abbia vinto la distruttività salvando se stessa e mille altre fanciulle e Boccaccio nel Decameron come dei giovani, ritiratisi in campagna per sfuggire al contagio della peste, raccontando a turno novelle salvarono la loro vita e ricostituirono il senso della comunità.

Sigmund Freud affermava che “I poeti sono alleati preziosi, e la loro testimonianza deve esser presa in attenta considerazione, giacché essi sanno in genere una quantità di cose fra cielo e terra che la nostra filosofia neppure sospetta. Particolarmente nelle scienze dello spirito essi hanno di gran lunga sorpassato noi comuni mortali, giacché attingono a fonti che non sono ancora state aperte alla scienza.”

Romanzi, novelle, poesie, come cibo per la mente, nutrono l’immaginazione ed espandono la capacità di pensiero poiché accendendo immagini, offrendo rappresentazioni, permettono di trasformare le esperienze emotive, con cui ci mettono in contatto, in pensieri e parole comunicabili.

Sono queste le premesse per cui già dal 2007 è attivo presso il Centro Diurno del MD 4 il “Gruppo di Narrazione”, dispositivo psicoanalitico a mediazione narrativa, nel quale in un assetto di gruppo viene proposta la lettura a voce alta di un testo letterario che, fungendo da ponte, trama emotiva e fantastica comune, consente anche alle persone con grave disagio psichico di accostarsi in modo protetto, a giusta distanza, al riconoscimento delle proprie emozioni e al “lavoro del pensiero”.

“Ho perso la testa, non ho pensieri!”; un altro “ho la testa che brucia!”; un’altra “ho un buco nella testa”, o ancora “ho la tachicardia…tremo tutta…dottoressa mi faccia una flebo!”

Al posto di pensieri sintomi, lamentele somatiche, sensazioni corporee intense, elementi grezzi che non trovano un nesso con un’emozione che possa loro dare un significato, ma che vengono al contrario de-significati, lasciando un caos corporeo indistinto, piuttosto che pensieri che consentano di dare un nome alla cosa.

Ed è forse proprio a partire da queste frasi tante volte ascoltate e dalle riflessioni che ne hanno fatto seguito, che ha cominciato a nascere dentro di me un’idea e quindi ad essere elaborato in gruppo il progetto di provare a confrontarci proprio con ciò che la persona con grave disagio psichico teme di più, il pensare; abbiamo provato allora ad avventurarci in questo terreno accidentato, garantiti però da una rete di protezione, la cornice del gruppo, e portando come un filo di Arianna, un testo letterario, che ci permettesse di pensare in prossimità di un oggetto comune. Così è iniziato il “Gruppo di Narrazione”.

Tale attività si svolge con cadenza settimanale con incontri della durata di un’ora e mezza e si articola attraverso due momenti: una prima parte nella quale il conduttore propone all’ascolto di circa quindici utenti un testo letterario, quindi una seconda parte in cui seguono i “testi” creati dai pazienti stessi, le loro narrazioni, associazioni, immagini, emozioni, pensieri. Uno spazio di verbalizzazione gruppale, quindi, in cui il testo letterario svolge una funzione di supporto alla comunicazione, operando in tal modo sia una preliminare delimitazione che una condivisione. Il testo diviene allora l’oggetto mediatore per l’esperienza, una sorta di zattera da cui pescare insieme in un mare tranquillo, o caravella alla scoperta di luoghi sconosciuti, o ancora arca di Noè in cui rifugiarsi se il mare ed il cielo si oscurano troppo, ma comunque sempre luogo insieme di avvio verso, ma anche di appoggio stabile, da cui divagare anche “deragliando” sicuri di ritrovare un approdo sicuro, un argine contenitivo. Da un lato l’uso del testo letterario, dall’altra l’importanza dell’assetto gruppale. Il gruppo infatti opera attraverso un’alternanza di pensiero verbale e di immagini, e attraverso la funzione gamma, di cui parla Corrao, analogo simmetrico nel gruppo di ciò che rappresenta la funzione alfa nella struttura personale, fornisce supporto e parola a sensazioni grezze, percezioni preliminari, frammenti relazionali, che uniti tra loro si rivelano un materiale prezioso per costruire uno scenario che possa dare coerenza ed intelligibilità a vissuti frammentati.

Di volta in volta il conduttore-narratore propone racconti, novelle, poesie, o anche capitoli di un romanzo da leggere di settimana in settimana, allo scopo di offrire parole perdute da ritrovare, storie e personaggi in cui riconoscersi pur restando come ad una distanza di sicurezza, pre-testi a cui legare i propri racconti, i propri sogni, le proprie paure.
Nel sentire i racconti i “lettori” hanno cominciato a raccontarsi in gruppo. Vedere che racconti, poesie, sogni, fantasie, costituiscono sistemi di auto rappresentazione e di determinazione di senso ha dato loro fiducia di potere contare sui propri per poter sentire e poi dare un nome a quanto era innominabile e incomunicabile.
Così di settimana in settimana si va costruendo un intreccio complesso di testi, una trama in cui convergono i testi letterari e le associazioni dei pazienti, testi scritti e testi orali, che contribuiscono a creare come un romanzo scritto a più mani, il romanzo del gruppo.

Da anni quindi mentre in Italia cala sempre più il numero dei lettori, al Centro Diurno 4 si opera un’inversione di rotta e ogni mercoledì dalle 10,00 alle 11,30 ci si incontra per leggere insieme, capitolo dopo capitolo come in un circolo letterario, romanzi della letteratura italiana o straniera facendoci accompagnare dai personaggi nell’esplorazione e nella elaborazione delle complesse vicissitudini dell’animo umano.

Primi passi
Conseguentemente all’esperienza del gruppo di narrazione il Centro Diurno si è dotato di una biblioteca che, inizialmente piccola e rivolta esclusivamente ad utenti e ai loro familiari, negli anni è cresciuta grazie alla collaborazione degli utenti stessi, che hanno catalogato i libri in modalità cartacea e digitalizzata, e dei tanti cittadini che, venendo a conoscenza di questa realtà nella città di Palermo, hanno cominciato ad utilizzarla e ad arricchirla con donazioni in libri.

Il coinvolgimento dei cittadini inizialmente è stato pensato in collaborazione con il Bi.Bi.G.a.s., gruppo d’acquisto solidale ospitato alcuni anni addietro all’interno del Centro Diurno, attraverso baratti e giornate di gioco sul tema del libro, nonché ogni anno dalla giornata del 23 aprile, dedicata ai libri e al Book crossing.

Attualmente il patrimonio librario conta circa 7.000 volumi ed è prevalentemente costituito da romanzi, con una cospicua presenza di testi di narrativa italiana ed europea e un discreto numero di romanzi di tutti gli altri continenti del mondo; possediamo inoltre libri in lingue straniere, libri per ragazzi, libri di poesia, saggistica, fotografia, arte, enciclopedie, dizionari, testi di storia della letteratura, economia, politica, libri di modernariato e altro ancora.

Descrizione degli spazi
Dal punto di vista logistico, la biblioteca sorge nell’ampio e luminoso salone di ingresso del Centro Diurno 4, spazio polifunzionale caratterizzato da una zona che ospita 8 librerie a giorno, vari angoli attrezzati per la consultazione e la lettura individuale, e da un altro spazio frontale dedicato ai gruppi di lettura a voce alta; quest’ultimo spazio è delimitato da una parte da un’ampia vetrata che affaccia nell’atrio interno, dall’altra da una tenda sipario: la collocazione della tenda sipario è stato uno stratagemma utile per creare aree di fruizione differenziata dello spazio totale, permettendo il contemporaneo svolgimento delle attività della biblioteca e di quelle cliniche del Centro Diurno, ma ha avuto anche una non meno importante funzione simbolica, rappresentando concretamente il transito reversibile fra realtà e fantasia, sancendo con il suo chiudersi il tempo di accesso alla finzione, allo spazio dell’immaginario, e, con il suo aprirsi, il necessario ritorno alla realtà.

Ideata sullo schema di un planisfero, la Biblioteca dal salone si sviluppa poi lungo il corridoio del Centro Diurno, dove altre librerie disposte lungo le pareti ospitano come Continenti/Contenitori mondi anche lontani, per proporre differenze e vicinanze, linee comuni, fili rossi in cui ritrovarsi e riconoscersi. Uno spazio dunque di integrazione, scambio e condivisione in cui i libri fungono da medium, tramite di incontro.

Formazione degli utenti/bibliotecari
Fin dai primi passi il coinvolgimento delle persone in carico è stato al centro del progetto: sono stati infatti costoro, alcuni dei quali hanno anche fruito di “borsa lavoro”, ad essere impegnati prima nella compilazione di un catalogo cartaceo, poi, in seguito al reperimento di un sistema gratuito di catalogazione “MiCla BiblioMx”, a procedere, supportati dagli operatori, alla schedatura digitale dei testi, costruendo dunque anche un sistema informatizzato; altri sono stati coinvolti nella realizzazione del logo della locandina e della brochure illustranti il progetto, nelle giornate di promozione attraverso il book crossing, nonché nel servizio di prestito.

Adesione al Polo PA 1 del Sistema Bibliotecario Nazionale, partecipazione alla manifestazione nazionale “Il maggio dei Libri”, sottoscrizione del “Patto per la lettura” della città di Palermo.
Nel marzo 2018 la biblioteca “Il fiore del deserto” ha iniziato una collaborazione con la Biblioteca Comunale di Palermo aderendo al Polo PA1 del Sistema Bibliotecario Nazionale ed entrando a far parte della rete delle biblioteche di quartiere di Palermo. Nello stesso anno, la biblioteca Il fiore del deserto e la Biblioteca Comunale di Palermo hanno partecipato insieme alla manifestazione nazionale “Il Maggio dei libri”, organizzando negli spazi delle due biblioteche una vera e propria rassegna teatrale con la generosa partecipazione di diversi attori palermitani.

Il 20/06/2018 nell’atrio della Biblioteca Comunale di Casa Professa la biblioteca Il fiore del deserto ha partecipato alla sottoscrizione del “Patto per la lettura” della città di Palermo.

Corso sbn web, attività di catalogazione, di etichettatura, di collocazione
Dopo l’adesione al SBN è stato necessario convertire il sistema di catalogazione e pertanto nel mese di maggio 2019 gli utenti/bibliotecari sono stati inseriti in un corso intensivo di addestramento alla catalogazione SBN web svoltosi alla SISPI; da allora, con la regolarità di due giorni a settimana, gli utenti/bibliotecari si presentano per procedere alla catalogazione, etichettatura e collocazione dei libri.

Eventi pubblici
Dalla data di inaugurazione il 13 dicembre del 2013 tanti sono stati gli eventi in cui la Biblioteca si è aperta alla città, ospitando scrittori, attori, musicisti e artisti in genere che, accettando con generosità il nostro invito, hanno sostenuto questo progetto di integrazione e come testimonial hanno voluto con la loro presenza dare visibilità a questo progetto: la scrittrice Beatrice Monroy, le attrici Ester e Maria Cucinotti, gli attori Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Mimmo Cuticchio, il gruppo musicale Le Cozze con i Musicantieri, Filippo Maria Provitina, Roberto Alajmo, il cantastorie Nonò Salamone, la poetessa Alexandra Zambà, il dramma terapeuta Salvo Pitruzzella e inoltre, nell’ambito della manifestazione nazionale “Il Maggio dei libri” 2018, Sandro Dieli, Patrizia D’Antona, Maria Teresa de Sanctis, Eletta del Castillo; inoltre ha ospitato la presentazione del libro “Ciao, Ibitisan” di Teresa Marotta, sul caso di Ilaria Alpi, il libro “Mi innamoro solo degli psicopatici” di Silvestro Lo Cascio, la mostra fotografica “Un viaggio fotografico nella città di Palermo”, conclusione di un laboratorio di fotografia condotto da un volontario, virtuoso esempio di quel fare rete fra istituzioni e società civile, la mostra fotografica “Ondanomala”, e, all’interno della rassegna “L’arte oltre l’arte”, organizzata dal ASP Palermo, la biblioteca Il fiore del deserto ha invitato la città ad un reading, vera staffetta letteraria in cui con grande partecipazione tanti cittadini hanno voluto donare la lettura ad alta voce di poesie o brevi racconti.

La biblioteca “Il fiore del deserto” ai tempi del Covid.
Anche nel 2020, nonostante le difficoltà derivanti dalla situazione di emergenza Covid, che hanno imposto per due mesi la chiusura del Centro Diurno, la biblioteca ha proseguito la sua attività e nel momento in cui è stato possibile rientrare al Centro Diurno, grazie a piattaforme informatiche la biblioteca ha ricominciato la sua attività, proseguendo il Gruppo di Narrazione sul web e riprendendo con gli utenti/bibliotecari l’attività di catalogazione ed etichettatura dei testi, riaprendo così, in una prima fase solo da remoto, spazi di comunicazione per gli utenti costretti a casa e riprendendo, quando è stato possibile, l’attività in presenza.

Nel corso del 2021 la biblioteca “Il fiore del deserto”, è stata impegnata nel Progetto integrato “Programmi di inclusione sociale e percorsi Riabilitativi, nell’ambito dei Percorsi di Cura in Salute Mentale”, rivolto a persone affette da patologia mentale con percorsi di cura presso le unità operative di Salute Mentale del ASP Palermo: il suddetto progetto ha permesso tirocini lavoro, terapeutici e laboratori occupazionali e riabilitativi per alcuni dei quali, quelli ovviamente inerenti l’ambito bibliotecario, la biblioteca “Il fiore del deserto” si è offerta come sede di svolgimento, dando ai beneficiari un’occasione di riscatto dalla malattia, di rivalutazione degli aspetti sani e competenti di sé. Questo progetto, rinnovato per un altro anno, è ancora in corso.

Inoltre, sempre nel 2021, la Biblioteca Il fiore del deserto ha collaborato con l’ente Agriconsulting, capofila di un progetto promosso da Regione Sicilia, per la realizzazione di un Corso per Bibliotecario destinato a 12 allievi portatori di disabilità fisica, psichica, sensoriale, curando la selezione e la formazione del gruppo degli allievi e del corpo docente, e offrendosi per il 2022 come sede degli stage per il sopraddetto corso di formazione.

Prossimi progetti
In seguito ad incontri con scuole, associazioni ed enti presenti sul territorio, sarà possibile costruire azioni di progettazione comune, creando spazi di scambio e una rete di servizi che possa rispondere ai bisogni del quartiere. In particolare è già stato avviato un contatto di collaborazione per ospitare il progetto “Nati per leggere” e aprire le porte per incontri quindicinali a famiglie del quartiere con bambini in età prescolare, progetto di prevenzione primaria, di sostegno a una buona genitorialità e alla crescita della relazione affettiva genitori-bambino attraverso la “somministrazioni a giuste dosi” di libri letti dai genitori ai bimbi fino dalla loro più tenera età.

Vorrei concludere con l’augurio che la Biblioteca Il fiore del deserto possa crescere e da fiore del deserto diventare un bel giardino fiorito nella nostra città.

a cura di Sara Capillo

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