Noi Due Siamo Uno

Nel libro di Matteo Spicuglia, uscito il 14 aprile, l’autore racconta la storia di Andrea Soldi e del processo giudiziario che ha avuto luogo dopo la sua scomparsa a causa di un TSO. Il libro racconta anche come Andrea e la sua famiglia affrontavano la sua malattia, come la vivevano sentendosi a volte anche soli, offrendo punti di riflessione su questa vicenda.

Stefano Delprete:
Le ferite delle città sono stratificazioni, si costruiscono per la somma di storie, dolori, persone. Se penso agli eventi che hanno segnato Torino negli ultimi anni mi vengono in mente l’incidente della Thyssen, piazza San Carlo dopo la partita della Juventus e prima ancora l’incedio della cupola del Guarini oppure la scomparsa in piena campagna elettorale di Domenico Carpanini… E penso anche ad Andrea Soldi, alla sua morte nell’agosto del 2015 per un TSO eseguito di fretta, penso a come la notizia aveva fatto il giro della città e poi d’Italia riempiendo le pagine di cronaca. Penso a come il suo nome, a Torino, lo ricordino in molti. Tutte queste ferite segnano una società, una comunità, costruiscono una coscienza condivisa di cui ognuno poi si servirà come vuole, ma che come prima cosa diventa patrimonio, e fardello, con cui confrontarsi tutti. Andrea Soldi rimarrà per molti “il ragazzo morto sulla panchina di piazza Umbria il 5 agosto”, rimarrà il simbolo di qualcosa che non ci piace, e che è parte della nostra storia più cupa e nascosta. Eppure di chi era davvero Andrea Soldi sapevo molto poco fino a qualche mese fa, a quando cioè Matteo Spicuglia è arrivato con il suo libro, “Noi due siamo uno”, che dalla storia di Andrea e dal processo, di cui si è da poco chiuso l’appello, parte. Matteo però non lo ha scritto solo per guardare avanti, perché in questo caso la cosa più utile da fare era tornare indietro. Tornare ad Andrea vivo, ad Andrea che scopre la sua schizofrenia, ad Andrea che la affronta con il diario e con lo stupore di chi sente dentro di sé l’indicibile, alla sua famiglia che si trova davanti a qualcosa di sconosciuto, al vuoto che hanno provato a essere lasciati soli a combattere un nemico misterioso. E tutto questo torna anche a noi, al nostro immaginario, ai luoghi in cui passiamo e in cui sono successe cose che dobbiamo conoscere, all’importanza di essere consapevoli di ciò che accade nella nostra società, alla necessità di sapere, sapere e ancora sapere di che cosa ha bisogno chi è vicino a noi; sapere, perché questo è il minimo che possiamo fare. Mercoledì “Noi due siamo uno” arriva in libreria, ne sono contento, orgoglioso ed emozionato. Vorrei che lo leggeste in tanti per rispetto e per vicinanza, e perché è un libro che non si dimentica.

La targa per Andrea Soldi

A Torino il comune dedicherà una targa in memoria di Andrea Soldi morto il 5 Agosto 2015 durante un TSO. Andrea aveva solo 45 anni, ancora tutta una vita davanti a sé da vivere.
L’annuncio è stato dato da Francesco Sicari, a risposta a un’interpellanza del capogruppo dei moderati in consiglio comunale, Silvio Magliano.

La targa sarà posata sulla panchina in Piazzale Umbria.

Queste le parole di Silvio Magliano: “Lo dobbiamo allo stesso Andrea, alla sua famiglia e a tutte le famiglie che convivono con simili patologie e che da oggi, forse, si sentiranno meno sole. Chiediamo, ancora una volta, che tragedie come quella del 5 Agosto 2015 non si ripetano mai più. Possa la città, con questa targa, essere di sprone anche ad altre istituzioni: penso per esempio al fatto che, nonostante la preoccupante diffusione delle patologie psichiatriche, abbiamo visto negli scorsi mesi chiudere il reparto psichiatrico di diagnosi e cura al Mauriziano di Torino. Quasi quattordici mesi di pandemia, con relativo carico di dolore e incertezza, renderanno ancora più drammatica la diffusione delle patologie psichiatriche nel prossimo futuro.”

Questo è un video che lasciamo a tutti in cui Maria Cristina Soldi, sorella di Andrea, legge una poesia scritta da lui.

https://www.torinotoday.it/video/morto-andrea-soldi-poesia-diario-TSO-.html

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