Pericoloso riuso per cure psichiatriche al Santa Maria della Pietà di Roma

Psichiatria Democratica considera davvero grave che, in concomitanza con la ricorrenza del 13 maggio, giorno in cui 44 anni fa fu approvata le legge 180, il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, Nicola Zingaretti abbia inaugurato nel padiglione 14 dell’ex manicomio di Roma una struttura di ricovero psichiatrico, ovvero un Centro residenziale per i Disturbi del comportamento alimentare (Dca).

L’utilizzo di un padiglione dell’Ospedale Psichiatrico S. Maria della Pietà, chiuso dal 2000, costituisce una sostanziale riapertura dello stesso, si pone in pieno contrasto con le leggi vigenti che impediscono il riutilizzo dei vecchi OP per riaprire strutture psichiatriche e riafferma la propensione a riposizionare il disagio mentale entro le mura di un ‘contenitore’ separato dai territori e dalle comunità locali.

Il rischio, che si propone ora, è che i tanti padiglioni, attualmente vuoti, possano essere utilizzati uno dopo l’altro per altre strutture psichiatriche, dando così vita ad una neo-cittadella delle malattie della mente.

Il ‘riuso’ degli ex OP prevede iniziative di tutt’altra natura sia attraverso la loro progressiva messa a reddito in favore dell’assistenza psichiatrica territoriale sia quale opportunità di sviluppo del privato sociale che potrebbe usare quegli spazi per promuovere attività finalizzate all’integrazione socio-lavorativa degli utenti dei Servizi.

In definitiva per la cura del disturbo del comportamento alimentare, come per tutte le forme di disagio psichico, sono necessarie più strutture e più personale ma non dentro un ex Ospedale Psichiatrico ma nei Dipartimenti di salute mentale, altrimenti la questione assume tutt’altra fisionomia, riproponendo pericolosi quanto superati percorsi di istituzionalizzazione della sofferenza.

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