Fare Insieme ( la 180) – Disfare Insieme

di Anna Maria De Angelis

Cito da Fare la 180  di Tommaso Losavio : “…una persona non deambulante costretta a muoversi con la sedia a rotelle può uscire e andare in giro autonomamente se non ci sono ostacoli che la bloccano come, ad esempio, un’automobile parcheggiata sullo scivolo del marciapiede”. “Qual è la macchina che disturba i pazienti psichiatrici e non gli consente di inserirsi come potrebbero?” Non possono che essere i servizi alla cura e recupero dei sofferenti psichici  con tutto ciò che implica, dico io. Quanto i servizi hanno conoscenza dei territori in cui operano, quali sono le loro azioni per farsi conoscere, come aiutano i loro utenti a diventare risorsa per la comunità e abbattere lo stigma. La salute mentale di comunità è un luogo dove si sta bene, si è capito o no, ma bisogna lavorare perché lo diventi e dia e riceva in un mutuo scambio di abilità e conoscenze e i servizi, Centri di Salute Mentale e altro, sono fondamentali.   

Sono passati anni luce da allora, dalle lotte per abbattere i muri dei manicomi, e noi tutti cittadini che abbiamo a che fare con la Sanità Pubblica, non esigiamo solo una salute mentale di comunità, ma una sanità di comunità che riconosca i nostri bisogni, che ci dia la possibilità di segnalarli, per aiutarci a risolverli, per una vita in salute fatta di vicinanza a chi ci deve curare nella comunità. Medicina di territorio, dove? A chilometri da noi, basti pensare che a Roma la ASL Roma 2 comprende un territorio che è quasi la metà della città e i cittadini, poveri, incazzati, rassegnati, stanchi, vecchi molto spesso rinunciano alle cure. E ancora, che dire dell’aggressione portata avanti da anni dal Privato con l’aperto sostegno delle Amministrazioni Regionali (di destra e di sinistra) nei confronti della Sanità Pubblica.  La Legge 833 è di fatto scomparsa “Istituzione del servizio sanitario nazionale”, La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. Dove? E poi si dice che i cittadini sono lontani dalla politica, ma si capisce o non si vuole capire che la sanità è il cuore pulsante della politica. Non c’è dirigente  politico che lo dica, che ammetta quali siano le vere cause di questo estraneamento dalla politica. E’ come se tutti noi vivessimo in una grande bolla di solitudine , alienazione, sempre più chiusi nella nostra follia individuale di impotenza. Per esempio  che fine ha fatto la Legge quadro 328? Se la ricorda più nessuno insieme all’espressione Stato Sociale? i cittadini partecipavano direttamente alle azioni scelte dal governo di una città, regione, nazione. E la bontà delle azioni di un governo dovevano essere direttamente proporzionate alla qualità di vita delle persone più fragili. Quanto questa frase può essere stata disattesa con l’abbandono di obiettivi sociosanitari integrati . Perché non c’è più nulla di tutto ciò. l’Ente locale (il Municipio, Comune, Regione)  è sì,  una realtà politica rappresentativa elettiva ma ha  meno poteri e scarsissime risorse da mettere in campo in favore delle politiche di integrazione, mentre l’assetto aziendalistico ( le ASL ) è sempre più concentrato in una conduzione piramidale con una dirigenza unica al vertice e la partecipazione democratica e collettiva è sempre più evitata. Prima della 328, infatti, solo la Legge Crispi  del 1890 aveva costituito la norma organica di riferimento per l’assistenza sociale. Molto più di un secolo fa.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il film che Tommaso Losavio, come ricorda nel suo libro Fare la 180,  fece proiettare davanti a un gruppo di studenti. Losavio tenacemente voleva costruire un servizio di salute mentale di comunità. Erano gli anni ’80. Il “ nido del cuculo” in gergo americano è il manicomio.

Anna Maria De Angelis , 13-09-2021

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